Bleach è un’opera colossale (composta da oltre 700 capitoli) che si iscrive a quel ristretto club di manga che costituisce un fenomeno a sé stante, capace di attirarsi un seguito imponente e fama internazionale.
Pubblicata tra il 2001 e il 2016 in patria, la serie scritta e disegnata da Tite Kubo è tra le più vendute della storia del fumetto giapponese, con oltre 130 milioni di copie distribuite nel mondo, ma è anche stata l’origine di altri prodotti che rendono l’impatto di Bleach universale. Film, videogiochi, giochi di carte e spin-off costituiscono il contorno ad un’opera celebre in tutto il mondo anche grazie alla sua trasposizione in forma di anime, che ha ottenuto un successo notevole ed occupa un posto d’onore nei cuori degli appassionati e nelle classifiche di gradimento che sono state stilate negli anni seguenti al 2004, data della trasmissione del primo episodio.
Il successo di pubblico naturalmente non è l’unico che può vantare un capolavoro come Bleach, che nel 2005 si aggiudica il prestigioso Shogakukan Manga Award nella categoria shonen, ricevendo l’investitura che preannuncia il successo che lo contraddistingue anche a più di 20 anni dal suo esordio.
La storia segue le vicende di Ichigo Kurosaki, un giovane studente dotato da sempre dell’abilità di vedere i fantasmi. La sua vita già molto particolare subisce una svolta che la cambia completamente il giorno in cui per puro caso incontra Rukia, una shinigami (divinità della morte della cultura giapponese) impegnata in uno scontro con uno spirito maligno. A causa delle difficoltà incontrare, Rukia chiede supporto proprio a Ichigo, proponendo di condividere con lui parte dei suoi poteri temporaneamente, ma non tutto va secondo i piani e la condivisione diventa totale: hanno inizio così le avventure di un giovane diventato di colpo uno shinigami e della dea che gli ha trasmesso tutti i propri poteri.




