Berserk è il magnum opus incompiuto di Kentaro Miura (1966-2021), ritenuto a buona ragione uno dei manga più importanti di sempre, da uno dei mangaka più talentuosi di tutti i tempi. Lo stile di Miura è inconfondibile: un tratto abile e realistico, che riesce al contempo a essere bello e grintoso, perfetto per rendere nel dettaglio battaglie campali, mostri da incubo, paesaggi fantasy, ma anche capace di rendere subito immediata la frenesia del combattimento. Ma Miura è anche un abilissimo sceneggiatore, che è stato in grado di dare vita a personaggi e trame indimenticabili, fin da giovanissimo.
La carriera di Miura parte subito col botto: già nel 1985 viene nominato miglior nuovo autore grazie Futanabi, uno dei suoi primi lavori. Negli anni successivi dimostra sempre di più il suo talento, fino a trovare un posto tra le pagine della rivista Young Animal, dove pubblica le sue opere e dove, per la prima volta, nel 1989 fa il suo esordio Berserk.
Gatsu è l’oscuro protagonista di questa storia: un uomo forgiato dal suo difficile e crudele passato, nato dal cadavere di una donna impiccata, allevato da una banda di mercenari. Un uomo che ha dovuto affrontare traumi infantili e trovare un proprio posto, in un mondo oscuro e pieno di violenza, che non ha nessuna pietà con chi non è in grado di lottare. Un mondo dove il Male si annida ovunque, e dove la gloria di pochi significa il sacrificio di molti. Dopo anni di fughe, consumato da una sete di vendetta inestinguibile, Gatsu si dirige ora verso il cuore dell’abisso.





